La crescente preoccupazione per la presenza di contaminanti nocivi negli alimenti destinati ai bambini solleva interrogativi sulla sicurezza e sulla qualità dei prodotti comunemente consumati, evidenziando l’importanza di scelte alimentari consapevoli per tutelare la salute dei più piccoli.
La sicurezza alimentare è un tema sempre più urgente, soprattutto quando riguarda alimenti ampiamente consumati dai bambini, come i bastoncini di pesce. Un recente studio condotto dalla rivista svizzera Bon à Savoir ha sollevato nuove preoccupazioni sull’effettiva qualità di questi prodotti, mettendo in luce elementi che impongono una riflessione attenta da parte delle famiglie. L’analisi ha coinvolto quindici marche presenti nei principali supermercati europei, rivelando un miglioramento nella percentuale di pesce contenuta nei prodotti, che in alcuni casi ha raggiunto fino al 68,2%. Un dato positivo, se si considera che nel 2019 la panatura costituiva quasi metà del prodotto.
Tuttavia, non tutte le marche si sono dimostrate all’altezza. I “crack sticks” di Findus, ad esempio, contengono meno del 60% di pesce, suscitando dubbi sulla reale qualità nutrizionale dell’alimento. La crescente attenzione all’equilibrio tra valori nutritivi e trasparenza delle etichette rende questi dati ancora più rilevanti per chi cerca il meglio per la propria famiglia.
Glicidolo e altri contaminanti: un pericolo silenzioso
Il vero allarme, però, è stato lanciato per la presenza di glicidolo, un contaminante classificato come potenzialmente cancerogeno. Questo composto, che si sviluppa durante la lavorazione ad alte temperature di alcuni oli vegetali, è stato riscontrato in concentrazioni significative. Nei bastoncini a marchio Pelican, ad esempio, il livello ha raggiunto i 600 µg/kg, un valore che, pur restando sotto i limiti di rischio acuto, solleva interrogativi inquietanti sull’esposizione prolungata nei bambini.
L’unico prodotto risultato totalmente privo di glicidolo è stato quello a marchio Coop Naturaplan biologico, dimostrando che esistono alternative più sicure e attente alla salute. Questo dato evidenzia la necessità di orientarsi verso scelte consapevoli, soprattutto quando si tratta di alimenti pensati per i più piccoli, il cui organismo in crescita è maggiormente esposto ai rischi cumulativi di sostanze tossiche.

Anche in Germania, un’analisi parallela ha messo in luce la presenza di esteri di acidi grassi 3-MCPD, legati alla lavorazione industriale degli oli. Secondo l’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro (IARC), si tratta di sostanze “possibilmente cancerogene”, che nei bambini potrebbero portare facilmente a superare la dose giornaliera tollerabile stabilita dall’EFSA già con il consumo di cinque bastoncini.
L’importanza della consapevolezza e delle scelte sostenibili
Già nel 2019, un’inchiesta de Il Salvagente aveva sollevato dubbi simili sulla sicurezza di questi alimenti, invitando a limitarne il consumo nei bambini. Oltre all’aspetto salutistico, è centrale anche il tema della sostenibilità. Molti produttori si fregiano della certificazione MSC (Marine Stewardship Council), che garantirebbe pratiche responsabili nella pesca, ma non sempre ciò corrisponde a una trasparenza completa. Alcuni bastoncini sono ancora ottenuti da specie allevate in condizioni discutibili, come il pangasio, sollevando interrogativi sulla reale etica ambientale delle filiere produttive.
In un’epoca in cui i consumatori sono sempre più attenti, è fondamentale scegliere bastoncini di pesce di qualità, preferibilmente biologici e sostenibili, capaci di offrire garanzie sia sul piano della salute che su quello dell’ambiente. Proteggere i più piccoli da esposizioni prolungate a sostanze pericolose significa compiere ogni giorno scelte alimentari consapevoli, orientate non solo al gusto, ma anche alla sicurezza.
Conoscere ciò che mettiamo in tavola è oggi un gesto di responsabilità, soprattutto nei confronti dei bambini.